Il rapporto di lavoro domestico consiste nella prestazione di un lavoratore per il funzionamento della vita familiare (art. 1 L. 339/58).
Il datore di lavoro può essere rappresentato da una singola persona o dalla famiglia. L'attività del lavoratore presso la famiglia non deve essere di tipo industriale, commerciale o professionale.
Le principali figure professionali del lavoro domestico sono:
Il contratto prevede che il lavoratore possa essere addetto allo svolgimento di mansioni plurime.
Come si assume un lavoratore domestico?
Il datore di lavoro deve trasmettere la comunicazione di assunzione del collaboratore domestico (UniLav) alla sede INPS, entro le ore 24 del giorno precedente a quello di inizio del rapporto di lavoro.
L’obbligo di comunicazione esiste anche in caso di proroga, trasformazione e cessazione del rapporto di lavoro.
Se il lavoratore domestico è di nazionalità italiana o proviene da Paesi dell'Unione Europea il datore di lavoro lo può assumere direttamente, dopo aver concordato gli elementi del rapporto di lavoro (orario, retribuzione, ferie ecc.).
Il lavoratore deve essere in possesso di:
• codice fiscale
• documento di identità
• tessera sanitaria aggiornata e rilasciata dall'ASL
Se il lavoratore domestico è extracomunitario il datore di lavoro lo può assumere direttamente, dopo aver concordato gli elementi del rapporto di lavoro (orario, retribuzione, ferie ecc.) allegando alla domanda di assunzione il permesso di soggiorno del lavoratore.
Il lavoratore deve essere in possesso di:
• codice fiscale
• permesso di soggiorno in corso di validità
• tessera sanitaria aggiornata e rilasciata dall'ASL