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Percorso: SERVIZI ALLE IMPRESE > Controversie collettive di lavoro
:: CONTROVERSIE COLLETTIVE DI LAVORO



La Provincia è chiamata a farsi parte attiva per la risoluzione della controversie collettive di lavoro ossia le controversie aventi ad oggetto un diritto collettivo ad un gruppo di lavoratori (ad esempio il diritto ad una corretta interpretazione ed applicazione di norme contrattuali o di legge; il diritto al rinnovo del contratto aziendale scaduto, ecc…), allorquando la controversia collettiva coinvolga lavorati di una stessa impresa con una o più unità aziendali ubicate nell’ambito del territorio di una stessa Provincia.

A chi si rivolge?

  • Imprese con una o più unità aziendali ubicate nell’ambito del territorio di una stessa Provincia
  • Organizzazioni sindacali di categori

Come funziona?

 

·     Invio alla Provincia, e per conoscenza alle parti interessate alla controversa, della richiesta di convocazione per la risoluzione della controversia collettiva di lavoro;

·       La Provincia convoca le Parti;

·       La Provincia può esercitare il potere di convocazione delle Parti anche d’ufficio ossia anche in assenza di una specifica istanza di parte, qualora venga in qualsiasi modo a conoscenza dell’esistenza di un conflitto collettivo di lavoro (ad esempio attraverso gli organi di stampa, colloqui informali con gruppi di lavoratori o loro rappresentanti sindacali, ecc…)

·      In sede di riunionela Provincia, è chiamata a farsi parte attiva, formulando anche proposte dirette a comporre gli opposti interessi delle parti coinvolte nella vicenda;

·       Al termine di ciascuna riunione, a cura della Provincia, viene redatto un verbale nel quale sono formalizzati i reciproci impegni assunti dalle parti. Detto verbale dovrà essere sottoscritto da ciascun soggetto intervenuto alla riunione.

·       La soluzione di una controversia collettiva di lavoro non esclude la complementare competenza delle Commissioni Provinciali di Conciliazione, istituite presso le Direzioni Provinciali del Lavoro e della Massima Occupazione, ad espletare il tentativo obbligatorio di conciliazione di cui all’art. 410 c.p.c., allorquando ciò sia necessario per tutelare i diritti individuali dei singoli lavoratori coinvolti nella vicenda.





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