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Percorso: SERVIZI ALLE IMPRESE > I contratti di solidarietÓ
:: I CONTRATTI DI SOLIDARIET└



Sono contratti che, attraverso una riduzione dell’orario di lavoro concordata con le OO.SS., vogliono evitare, in tutto o in parte, la riduzione o la dichiarazione di un esubero di personale anche derivante da un suo più razionale impiego.

La Provincia può promuovere la stipulazione di accordi e contratti collettivi finalizzati ai contratti di solidarietà allorquando, nella soluzione di una controversia collettiva di lavoro ovvero nel corso dell’esame congiunto conseguente all’attivazione di una procedura di mobilità o CIGS, è chiamata a farsi parte attiva nella ricerca di un accordo tra le parti sociali, suggerendo – qualora ne sussistano le condizioni – anche il ricorso ai contratti di solidarietà, quali strumenti alternativi al licenziamento.

A chi si rivolge?

  • Imprese destinatarie della CIGS e quindi, in generale, le aziende industriali che abbiano occupato mediamente più di 15 dipendenti nel semestre antecedente la data di presentazione della richiesta di intervento integrativo salariale, computati anche gli apprendisti, i lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro, i lavoratori part-time (computati per l’intero), i lavoratori a domicilio e i dirigenti.
  • Imprese artigiane non rientranti nel campo di applicazione della CIGS, anche ove occupino meno di 16 dipendenti, a condizione che i lavoratori con orario ridotto da esse dipendenti percepiscano, a carico dei fondi bilaterali istituiti da contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori maggiormente rappresentative sul piano nazionale, una prestazione di entità non inferiore alla metà della quota del contributo pubblico destinata ai lavoratori.


Come funziona?

  • Datore di lavoro e rappresentanze sindacali aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale stipulano un  contratto collettivo aziendale con il quale concordano, nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede,  una riduzione dell'orario di lavoro (giornaliero, settimanale,mensile); la riduzione di orario può essere differenziata per i lavoratori interessati e può riguardare anche soltanto una parte dei dipendenti dell'impresa o dei singoli reparti. I contratti devono comunque interessare un numero di lavoratori superiore a quello dei dipendenti ritenuti in esubero.
  • L’accordo di solidarietà deve indicare le motivazioni, la quantità dei lavoratori in esubero e la riduzione dell’orario di lavoro concordata; deve inoltre prevedere (ove tecnicamente possibili) i criteri di rotazione della riduzione dell’orario  tra i lavoratori.
  • I contratti di solidarietà hanno una durata compresa tra i 12 e i 24 mesi con possibilità di proroga per ulteriori 24mesi (36 per le regioni del Mezzogiorno).
  • Per l'approvazione del contratto di solidarietà è necessaria una specifica domanda da parte dell'aziend, che deve essere presentata o inviata - corredata dal verbale di accordo tra le parti - alla Divisione XI della Direzione Generale del Lavoro mediante il modello CIGS/SOLID-1.
  • L'autorizzazione avviene con decreto del ministero del lavoro da emanarsi entro 30 giorni dalla domanda e ha validità annuale.
  • Ai lavoratori che, in seguito alla riduzione dell’orario di lavoro, subiscono una corrispondente riduzione della retribuzione, è corrisposto il trattamento di integrazione salariale, pari al 60% della retribuzione persa a seguito della riduzione dell’orario di lavoro; detta somma è assoggettata alle trattenute previdenziali e assistenziali pari al 5,84% oltre alle ritenute fiscali di legge.
  • Al fine di ottenere il rimborso dell'integrazione salariale, il datore di lavoro deve inoltrare all'INPS richiesta di autorizzazione al conguaglio (mediante il Mod. IGI 15 STR). La richiesta deve riguardare l'intero periodo autorizzato con D.M.
  • Il datore di lavoro deve, inoltre, trasmettere con cadenza trimestrale all'INPS l'elenco nominativo dei lavoratori cui è stato  anticipato il trattamento.

Rapporti tra C.D.S. e altri Istituti

Malattia e maternità

I C.d.S. sono compatibili con la prestazione di malattia (circ. n. 212 del 1994).

Nel caso di riduzione orizzontale dell’orario di lavoro al lavoratore in malattia viene corrisposta, oltre al trattamento straordinario di integrazione salariale per le ore di riduzione di orario, anche la prestazione economica di malattia per le ore considerate lavorative; lo stesso vale nel caso in cui, pur essendo praticata una riduzione verticale di orario, la retribuzione viene corrisposta in misura costante.

Nel caso di riduzione verticale dell’orario di lavoro che comporti una retribuzione variabile, se la malattia subentra durante una giornata di sospensione, viene corrisposta l’integrazione salariale, mentre se l’evento insorge durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, prevale la prestazione di malattia.

La prestazione erogata per congedo di maternità (astensione obbligatoria) prevarrà sempre sul trattamento per C.d.S.; mentre il congedo parentale (astensione facoltativa) va erogato solo per i periodi di prevista attività, per i rimanenti periodi è erogabile il trattamento di integrazione salariale.

Festività

Nei casi di riduzione orizzontale dell'orario di lavoro il trattamento di solidarietà può essere erogato a complemento del minor salario corrisposto dal datore di lavoro.

Nei casi di riduzione verticale dell'orario di lavoro se la festività cade in un giorno di sospensione interviene l’integrazione salariale derivante dal C.d.S.; se la festività cade in un giorno lavorato e retribuito ad orario normale è a carico del datore di lavoro, in quanto non sussistono i presupposti per l’integrazione salariale (circ. INPS n. 212 del 1994).

Le festività soppresse non sono integrabili.

Ferie

Le ferie sono ammesse al trattamento integrativo se maturate in costanza del contratto di solidarietà ed usufruite nell’ambito della validità del decreto concessivo del trattamento stesso (circ. INPS n. 2749 del 1986). Se godute successivamente al periodo di C.d.S. rimarranno a totale carico del datore di lavoro.

Sono parimenti a totale carico del datore di lavoro le ferie maturate in periodi anteriori al contratto di solidarietà. Indennità sostitutive delle ferie e indennità di mancato preavviso non sono integrabili in quanto non sono un corrispettivo immediato e diretto della prestazione lavorativa.

T.F.R.

Matura per intero sull’ammontare della retribuzione che il lavoratore avrebbe percepito in assenza di riduzione di orario, ma le quote di T.F.R. relative alle ore coperte dall’integrazione possono essere rimborsate dall’Inps all’azienda soltanto al momento della cessazione del rapporto di lavoro, non rilevando a tal fine la scadenza del contratto di solidarietà.

Congedo Matrimoniale

L'assegno per congedo matrimoniale è cumulabile con la concessione dei C.d.S., di conseguenza spetta l'assegno per congedo matrimoniale calcolato sul minor orario stabilito dal C.d.S. e in aggiunta, per lo stesso periodo, l'integrazione salariale per C.d.S.

C.I.G.O.

E’ consentito il cumulo fra la richiesta di CIG ordinaria e la concessione dei C.d.S., nei limiti dell’orario ridotto (es.: 20 ore settimanali di C.d.S. e 20 ore di CIG ordinaria), circ. INPS n. 2749 del 1986.

C.I.G.S.

Il C.d.S. è cumulabile con la CIGS nella stessa unità produttiva, a condizione che la CIGS sia motivata da crisi aziendale, ristrutturazione, riorganizzazione e conversione; in caso di crisi aziendale deve essere previsto il risanamento ed il recupero occupazionale (Circ. INPS n. 103 del 1995).

E' da sottolineare che il cumulo tra i due istituti deve essere riferito all'unità produttiva e non ai lavoratori addetti all'unità stessa. Qualora risultino emanati per la stessa unità produttiva sia il decreto concessivo del trattamento straordinario per contratto di solidarietà sia quello concessivo della CIGS, stante la coincidenza temporale dei due benefici, è indispensabile che i lavoratori interessati dalla CIGS non siano gli stessi coinvolti nel contratto di solidarietà, in quanto è tassativamente escluso che il singolo lavoratore possa cumulare i 2 trattamenti. La diversità deve sussistere per tutto il periodo di coesistenza.

Il cumulo tra C.d.S. e CIGS è escluso nell'ambito di un'impresa che abbia cessato l'attività, sia sottoposta o abbia fatto istanza per essere ammessa a procedure concorsuali ovvero abbia in corso un accordo per la gestione degli esuberi.

PENSIONE

Per i lavoratori che hanno stipulato contratti di solidarietà e fino al compimento dell’età pensionabile per vecchiaia è possibile il cumulo tra pensione e quota di retribuzione persa a causa della riduzione dell’orario lavorativo.




Approfondimenti


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