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Percorso: SERVIZI ALLE IMPRESE > Procedura di mobilitÓ

:: PROCEDURA DI MOBILIT└



Con la procedura di mobilità viene attuato un meccanismo di intervento dello Stato sociale per consentire, entro certi limiti e a determinate condizioni, ai lavoratori licenziati da imprese in crisi l’iscrizione in una speciale lista di mobilità diretta a favorire il loro reinserimento in altra impresa nonché la fruizione di una speciale indennità di disoccupazione (c.d. indennità di mobilità) in attesa della nuova occupazione.



La Provincia riceve per conoscenza la comunicazione di avvio della procedura e nel caso in cui le parti non raggiungano accordo è tenuta a convocare le parti per verificare le condizioni di un accordo.





A chi si rivolge?




  • imprese ammesse al trattamento straordinario di integrazione salariale (CIGS) che non siano in grado di garantire possibilità di reimpiego di tutti i lavoratori sospesi ovvero che non possano attivare misure alternative (art. 4, comma 1, Legge n.223/1991)



  • imprese che occupano più di 15 dipendenti (compresi gli apprendisti e i lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro) e che intendono effettuare almeno 5 licenziamenti nell’ambito della medesima unità produttiva o nell’ambito di più unità produttive della stessa provincia in conseguenza della riduzione o trasformazione di attività o lavoro ovvero della cessazione di attività.



Come funziona?



COMUNICAZIONE ALLE OO.SS.



L’azienda che intende avviare le procedure di mobilità deve darne preventiva comunicazione scritta alle RSA o RSU nonché alle rispettive associazioni di categoria. In mancanza delle predette rappresentanze, la comunicazione deve essere effettuata alle associazioni di categoria aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale. Detta comunicazione può anche essere effettuata per il tramite dell’associazione di lavoro alla quale l’impresa aderisce o conferisce mandato.



La comunicazione deve indicare (art. 4 c. 3 L. 223/91):




  • i motivi che determinano la situazione di eccedenza;



  • i motivi tecnici, organizzativi o produttivi per i quali l’impresa non ritiene di poter adottare misure idonee ad evitare la dichiarazione di mobilità;



  • il numero, la collocazione aziendale ed il profilo professionale del personale eccedente e del personale abitualmente impiegato;



  • i tempi di attuazione del programma di mobilità;



  • le eventuali misure programmate per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale dell’attuazione del programma;



  • il metodo di calcolo di tutte le eventuali attribuzioni patrimoniali diverse da quelle già previste dalla legislazione vigente e dalla contrattazione collettiva.



Alla comunicazione deve essere allegata copia della ricevuta del versamento all’INPS, a titolo di anticipazione di una somma (c.d. contributo d’ingresso) pari al trattamento massimo mensile di integrazione salariale moltiplicato per il numero dei lavoratori ritenuti eccedenti.



Copia della comunicazione e della ricevuta di versamento devono essere contestualmente inviate alla Provincia.



ESAME CONGIUNTO



Entro 7 giorni dalla data del ricevimento della comunicazione le RSA (o RSU) e le associazioni di categoria possono chiedere un incontro con l’imprenditore al fine di valutare, attraverso un esame congiunto, la situazione e tentare strade alternative ai licenziamenti (ad esempio: contratti di solidarietà, gestione flessibile dell’orario di lavoro, deroga al divieto posto dall’art. 2103 c.c. relativo al divieto di adibire i lavoratori a mansioni inferiori).



La procedura deve chiudersi entro 45 giorni dalla data del ricevimento della comunicazione. Il termine è ridotto alla metà quando i lavoratori interessati alla procedura sono meno dieci. Nel caso di procedure concorsuali il periodo massimo è determinato in 30 giorni.



COMUNICAZIONE ALLA PROVINCIA DELL’ESITO DELL’ESAME CONGIUNTO



Al termine della procedura sindacale, l’impresa deve comunicare alla Provincia l’esito della consultazione e i motivi del suo eventuale risultato negativo. Analoga comunicazione può essere inviata alla Provincia da parte delle associazioni sindacali dei lavoratori.



MANCATO ACCORDO



Qualora non sia stato raggiunto l’accordo, la Provincia convoca le parti per un ulteriore esame, formulando anche proposte per il raggiungimento di un accordo. L’esame deve concludersi entro 30 giorni dal ricevimento da parte della Provincia della comunicazione dell’impresa. Il termine è ridotto a metà se il numero dei lavoratori interessati alla procedura è inferiore a dieci.



ONERE A CARICO DELLA PROVINCIA



La Provincia comunica l’esito dell’esame alla sede competente dell’INPS, allegando l’eventuale accordo sindacale, ai fini della determinazione del numero di rate da versare all’INPS.



DICHIARAZIONE DI RECESSO



Raggiunto l’accordo sindacale ovvero conclusa la procedura in sede amministrativa, l’impresa ha facoltà di collocare in mobilità gli impiegati, gli operai e i quadri eccedenti, comunicando per iscritto a ciascuno di essi il recesso, nel rispetto dei termini di preavviso.



La facoltà di recesso deve essere esercitata per tutti i lavoratori assoggettati alla procedura nel termine di 120 giorni dalla sua conclusione ovvero entro il diverso termine previsto dall’accordo sindacale. Superato tale termine la procedura di mobilità perde di efficacia ed occorre, eventualmente, avviarne una nuova.



ONERI A CARICO DELL’IMPRESA



Per ciascun lavoratore posto in mobilità l’impresa è tenuta a versare all’INPS una somma pari a:




  • sei volte il trattamento iniziale di mobilità se il licenziamento è avvenuto dopo il periodo di fruizione della CIGS;



  • nove volte il trattamento iniziale se la procedura è avviata senza avere prima utilizzato la CIGS;



  • tre volte il trattamento iniziale in entrambe le fattispecie, qualora la procedura di messa in mobilità avviene previo accordo sindacale.



Contestualmente alla comunicazione del recesso ai lavoratori, l’impresa deve inviare l’elenco dei lavoratori collocati in mobilità a:




  • Regione Emilia-Romagna;



  • Provincia;



  • Associazioni sindacali di categoria.



La comunicazione, effettuata a mezzo di appositi Moduli, deve indicare per ciascun soggetto: nominativo, luogo di residenza, qualifica, livello di inquadramento, età, carico di famiglia e la puntuale indicazione delle modalità con cui sono stati applicati i criteri di scelta per l’individuazione dei lavoratori licenziati. 




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